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Morte 10 settembre 2010 · lettura 1 min · 6326 letture

Stagioni

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Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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L’assenza, inesorabile divenire del nulla nella nebbia di luttuosi pensieri, imbriglia la Magna Mater, determinando stagioni improprie. Primavera di semenze guaste dall’incessante pioggia di rondini stramazze al suolo presso nidi violati Estate di spinosi roseti, di boccioli adunchi di piante sfiorite e gemme infeconde. Autunno, di vitigni spogli e uve raggrinzite, di foglie putrefacenti tenacemente salde al ramo. Inverno, privo del bianco candore che avvolge e sospende mentre orsi confusi barullano letargici. Il ritorno di primavera riavvia l’eterno ciclo. Demetra scioglie i lacci alla Grande Madre L’assenza muta nell’evolversi di luttuosi ricordi in divenire di reminiscenze liete disegnando un sorriso su volte rugose.
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Viviamo mano nella mano con affetti scontati che accompagnano il nostro cammino e che quasi ignoriamo. Quando questi ci lasciano il vuoto occupa il loro posto sino al giorno in cui i ricordi timidamente suggeriranno il loro essere... Solo allora piangeremo l’assenza. L’immagine allegata è di Schiele

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (8)

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senzamaninbicicletta10 settembre 2010

è una poesia importante, secondo me, nella descrizione di una natura diversa ... mi piace molto la stesura ordinata dei versi.

Annamaria Barone10 settembre 2010

E le stagioni si susseguono, ed all'inizio, nel momento dell'assenza, della mancanza che lacera, ogni stagione mostra solo la sua parte peggiore, la morte, il buio, la sterilità della mancata speranza... poi, il Tempo, la Vita, cominciano a lenire il dolore, e torna primavera, la primavera di dolce speranza e del ricordo che accompagna senza fare più tanto male. Poesia elegante, ricercata, mai banale nella terminologia, mai banale nel porsi e nel raccontare. Poesia inimitabile, nello stile che è unico ed è profondamente tuo. Piaciuta tantissimo, evocativa e fortemente empatica, commuove ed accompagna...

Una poesia che scandisce il tempo sottolineando l'importanza di ogni stagione della nostra vita, ogni bene frutto essenza che si rivela per noi essere un dono... Ogni primavera è rinascita, è inizio di un nuovo ciclo di vita, e quando la morte purtroppo arriva, lascia ferite che solo lo sfumare costante del tempo e dei lacci della terra possono ricucire. Una poesia di grande contenuto, uno stile che mi affascina. Complimenti stupenda!

Nemesis Marina Perozzi10 settembre 2010

No, il tempo non lenisce le ferite. La natura rinasce germogliando nuove sementi, che daranno frutti, ma la ferita di chi subisce una perdita non si rimarginerà. Il ciclo delle stagioni del cuore rimarà sterile, arido ed incolore...

Antonio Biancolillo11 settembre 2010

Un susseguirsi di versi che attraversano le stagioni... un ciclo perenne sempre pronto a rinnovarsi... e in questo ciclo arrivano sempre quelle assenze che lasciano un segno nel cuore... ferite che si potranno rimarginare con il tempo amico... ma che lasceranno indelebile traccia nell'animo... Molto apprezzata...

Marisa Lascialandà12 settembre 2010

Davvero molto bella e sentita. La perdita e l'assenza sono esperienze che ti stracciano l'anima. Nulla sarà mai più come prima. Bisogna rinascere come la fenice e trovare una scusa per andare avanti. La poesia aiuta molto. A me è servita a non impazzire. Grazie Moreno per le belle parole che hai avuto per la mia 1° poesia inserita.

Raggioluminoso14 settembre 2010

Eterno ciclo di stagioni che si rincorrono nel tempo eterno, quasi un lenire il dolore nell'attesa del divenire. Versi molto sentiti e condivisi!

Vivì14 settembre 2010

Una poesia credo condivisa da buona parte degli autori del sito. Il ciclo naturale della vita è proprio questo. Nascita, vita, morte. Il fatto è che la morte di una persona cara lascia davvero un vuoto incolmabile e per un certo periodo di tempo, che varia da persona a persona, il dolore rende ciechi e sordi all'alternarsi delle stagioni ed alle bellezze e le bontà che le stesse ci offrono. Ottima poesia che sprona il lettore ad una profonda riflessione. Lirica apprezzata e condivisa.