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Riflessioni 12 settembre 2010 · lettura 1 min · 2893 letture

Mi fossero rimaste le promesse

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Mi fossero rimaste le promesse avrei gioito come del soldino che la madre mi avrebbe dato un altro giorno. Passa l'età e si avanza nel cammino con passi dolci e amari ma indietro non si fa ritorno. E' vano adesso ed acre ogni giochino, perduta la più casta ingenuità, non riusciamo a governare i nostri eventi, e, uomini a metà, non ci rimane neanche l'illusione. Quella era dolce attesa di un nonnulla, una sana pretesa, la gioia di contare per qualcuno. -Allora? - Aspetto il silente plenilunio nel confuso fluire di stagioni per assaggiare il canto dei ranocchi, come quando l'amore era tentoni, appartati, lontani dai rintocchi nella sera. - Cos'altro? - L'inganno ancora di un'altra chimera che nasconda i timori dei pensieri, come il cieco palpito che c'era, finito con le ore delle attese, smarrite con la fola l'altro ieri.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (2)

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Perlanera12 settembre 2010

Un'introspezione che lascia il retrogusto amaro del disincanto... "Che me ne faccio dei sogni ora che ho perso le mie illusioni?", sembra voler dire, in uno stile di raffinata, malinconica Poesia. Molto bella. Un ca. ro sa. lu. to!

I
Il cobra12 settembre 2010

Condividendo il pensiero di Perlanera, dico che questo Gesuino Curreli, anche solo a giudicarlo da questa "prima" sua poesia che qui leggo, è Poeta autentico che ha una chiara visione di cosa è la poesia, la vera Poesia. E "il cobra" non lo punge, perché lo ammira.