Incanto

Nella radura fresca,
bosco che ammalia ogni pensiero.
Acuta e piena d'astio, la nobile Signora
fissava la sua preda.
In ella, giovane fanciulla, si incarnò
diventando così unica parte.
Negli occhi spenti, quella donna celava livore.
Seduta sulle spine,
intrecciava ortiche.
Quanto dolore celava in quell'anima!
Un sacrificio, mastodontico...
Da tempo lei l'aveva cercata,
Spasimi di tempo...
Se n'era pentita.
Aveva perduto il suo orgoglio,
sorseggiava un drink d'acqua chiara
mentre lente scorrevano le ore.
Si trastullava tra le braccia di colei che aveva posto una miserabile fine.
Gioiva, si contorceva.
Troppi anni erano passati
La giovane, cessò inesorabilmente di vivere.
Stringeva quelle esili braccia dai profumi necrotici
nell'attesa d'una nuova possibilità
Illusioni.
Cantò le ultime strofe di una poesia scritta male
Si accasciò.
Al suolo, raggiunse l'eterno.
Si addormentò nel suo quieto vivere.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!