La stanza dell'ubriaco

La stanza dell'ubriaco
una visione pragmatica
del suo interno,
oggetti, suoni,
colori in continue mutazioni.
I tuoi pensieri come corde di arcieri
sussulti, tremori
occhi uno specchio rivolto al nulla
un prato arso,
un folle mare ruggisce.
Il caldo tepore svanisce,
il freddo increspa la tua curva schiena
mani tremanti cercano
appiglio nella lucre notte.
Lame lacerano il suo interno
prova a dipengere il suo dolore
che non ha colore.
La stanza dell'ubriaco
come una fossa comune
danza di libellule
acre sapore
le fauci sognano sorgenti
occhi cascate al collirio.
Sai che giuri il falso
pensando che non ci saranno
più risvegli mortali,
ove la tua testa sarà la fiamma portante
e il tuo stomaco il braciere.
Sei all'inferno amico
ora è tardi per piangere
il tuo corpo marcisce in terre estive.
©
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