Cibo
In perfetta armonia, da sempre,
gira il mondo coi suoi Regni dipendenti
l'un dall'altro e nutrendosi a vicenda
in un moto sempre esatto
e per di più sincronizzato.
L'umanità che ne trae sostentamento,
ormai sazia di ogni avere,
rende vano l'alimento:
colui che ingrassa è preoccupato,
chi dimagrisce, invece, è più felice;
c'è qualcuno intollerante,
mentre un altro ha l'allergia,
o, ancor di più, la celiachìa;
il corpo, infin, diventa un mantice!
Un cibo subdolo e invitante
si fa spazio nella lista del piacere:
lui non sazia, né disseta,
ma sa illudere e ingannare,
è "Droga" servita nel piatto di giornata
che porta i giovani al piacere e che,
snobbando anche la morte, son
felici di sballare!
©
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L'autore
Ermelinda
Sono un'ex insegnante Tecnico-pratico in pensione, ho riscoperto la mia vecchia passione di scrivere poesie. Ne ho scritte tante da ragazza abban- donandole nel famoso cassetto, anche perchè non mi si prendeva sul serio, poi, il susseguirsi degli eventi naturali della vita (matrimonio, figli, scuola ed altre diffico
Commenti (1)
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Raggioluminoso15 settembre 2010
Una grande riflessione in questa poesia che tocca svariati punti. Il cibo del mondo, sopravvivenza, avidità e piacere mortale. Molto piaciuta!
