Me medesima, la maschera

La poesia e il dramma, una danza che colora la vita.
Terribili spasimi e desideri proibiti, intrecciati e radicati nella corteccia, di una donna
che giunge alla Vita con un fatidico tocco.
Il mio nome è nessuno, essendo nessuno, affermo la mia travagliata esistenza.
Albergai per anni nelle più sciagurate sensazioni,
nel vuoto più colmo,
negli inverni solitari.
Tutto scritto nel volto di una donnasenza faccia,
esule e canto di vento.
La rovina e la gloria.
La pazzia, la follia, nelle vene e qualcosa mi ricorda che son nato soltanto ieri
per aver vissuto così tanto.
Ho sempre recitato il dramma che la gente ha scritto per me.
Una bella maschera contorna il mio viso.
Mi sono sempre adattata al mio ruolo ed ho vinto l'oscar.
Non sono una falsa.
Recito nella vostra commedia.
Io protagonista voi solo comparse.
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Commenti (2)
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Silvia Cingolani15 settembre 2010
rimanere se stessi anche facendo buon viso a cattivo gioco... però il pericolo di perdersi è molto alto... cmq bella poesia che mi ha fatto riflettere. Grazie.
S
Sieben77 L P15 settembre 2010
tutti indistintamente recitiamo una parte, anche se non siamo ne attori ne attrici, per noi stessi o per le altri che ci stanno intorno, amici o la famiglia...