Luce
Alboraletti Enrica
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Fusciacche d' arancio
al nero dipinte
vivono un cielo
da lucida trama l'ordito.
Il tuo dire è muto
sorda notte d'autunno
di maschera vestito.
Al limitar d'un cielo
che pur acqua di lago
nasconde
odo scivolar carezze
d'onde leggere.
Notte sorda
ascolta lontano il suo pianto.
E' lamento
di specchio ferito
da ignoranza d'uomo
tradito.
Or piove.
Frammenti di luce
guardano il cielo.
Già so d'una stella
solinga e birichina.
La speranza è vera.
...è luce dietro il pianto...
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
Commenti (2)
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Aldo Bilato17 settembre 2010
buona capacità di domare il verso... affinché addomestichi il pensiero... osservare, ascoltare, cogliere... non v'è altro da fare... per far poesia... complimenti... cià*
P
Pp18 settembre 2010
Un ottimo tramite, e giunge scorrevole nel cuore di chi legge, davvero piacevole lettura!

