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Sociale 17 settembre 2010 · lettura 1 min · 1791 letture

La Torretta

Angelo Ricotta 209 poesie pubblicate
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Dentro quale abisso svaporò la tua mente forse in una folle escursione lunare o nei meandri inestricabili dei geni sbagliati di una cosmica ingiustizia Ora in questa notte terrestre vaghi smarrito all'ombra del grande Cristo bianco che non ti protesse Di certo tu non puoi sapere ma io ti spio dalla mia oscurità veloce e sicura perché la mia pietà ha bisogno di distanze Ah tutta questa umanità dolente a quale grande disegno appartiene vedo solo l'insano ghigno del caos All'ombra di una sperduta torretta muore la speranza il futuro è una minaccia la certezza è l'assenza di vita
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La Torretta si trova dentro l'Istituto Riabilitativo San Giovanni di Dio, Fatebenefratelli, a Genzano di Roma. Per estensione l'intera struttura viene così denominata dai locali che mi hanno additato delle persone che si aggirano nelle vicinanze, e anche nel paese, come "i matti della Torretta, quelli meno gravi". In effetti costoro hanno dei comportamenti e tratti che fanno pensare a turbe psichiche. Qualche volta, passando in auto verso sera, ne ho visto qualcuno, che presumibilmente rincasava, guardare il traffico con aria smarrita, incuriosita e impaurita nel contempo.

L'autore
Angelo Ricotta

Molti trovano la loro maggior fonte d'ispirazione in un'umanità roboante di vite straordinarie popolata di dei, semidei, eroi, re, regine, principi, grandi condottieri, influenti filosofi e scienziati e persino spietati criminali. Io invece sono interessato ad un'umanità molto più silente, negletta dai più, senza gran

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Commenti (3)

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mario calzolaro17 settembre 2010

I versi scorrono abilmente agili e gradevoli... il contenuto, ad avviso di chi scrive, si sarebbe molto giovato di una nota esplicativa per non disperdere le riflessioni dal vero intento dell'autore.

Annamaria Barone17 settembre 2010

Pervasa dalla triste nota della disillusione, forse quella torretta è quella di un soldato che fa la guerra, forse è quella di una guardia che controlla l'area di un carcere... e guarda dal buio e dall'alto quella varia umanità senza speranza, senza futuro, distrutta da un atto di violenza o di pazzia o da un errore fatale... chissà quale riflessione ha mosso la mano del poeta, certo è che il risultato, parole ed immagini dolenti e malinconiche, è sublime.

Aldo Bilato17 settembre 2010

avendo lavorato per anni con disabili (corpo e psiche) e soprattutto down... ci vedo proprio questo tema... (che non è un problema, ma una particolarità)... la poesia comunque porta a molte riflessioni... e le interpretazioni... poche o molteplici... non tolgono il merito a questo testo... che è da apprezzare... complimenti Angelo... cià*