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Fantasia 17 settembre 2010 · lettura 1 min · 8026 letture

Ofelia

Amara 795 poesie pubblicate
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Nel battito in cui ho sfilato dalla bocca il mio respiro e l’ho spinto senza rimpianto nella tua ho deciso che morire è cosa lieve se asseconda il tratto più fecondo del fiume tra anse che esplodono erba e fiori e un tocco d’argento vivo alle caviglie Non chiedo nulla al sole ho già un muto accordo con la luna mi farà un volto di cera e scolpirà d’ombra le mie forme così che alla foce sarà un incanto di ultimi stupori prima di imboccare l’onda che -eterno- fisserà il silenzio
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

(nel libro ‘Il cuore nero dei papaveri’ ed. Opposto - 2014)

L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (6)

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E
Epochegel17 settembre 2010

La vita e la morte non sono altro che due facce della stessa medaglia una non esiste senza l'altra ... nascono nello stesso istante. Ed è nel morire nell'altro che comprendiamo il senso della nostra stessa vita. Una poesia di una bellezza psicologica infinita.

Aldo Bilato17 settembre 2010

prima o poi... annegheremo tutti in un rigagnolo... e non saremo più soli... nel silenzio... molto piaciuta!... cià*

Pi Greco17 settembre 2010

Versi che seducono l'intelletto. Ho apprezzato davvero tanto questa poesia, specie nella prima parte. Un fiocco ci sta tutto!

d
dragonero17 settembre 2010

quando troviamo una strada che è il compromesso tra il nascondere ed il dire, la mascheriamo come "fantasia" certo che con la fantasia si possono percorrere strade impervie senza correre pericoli veri, ecco dunque che una poesia esplicativa di uno stato d'animo passionale viene calata in uno scorrere simbolico, come simbolica è l'acqua (purezza, redenzione, ventre, ecc...) questo vedere ci ricollega alla nostra parte razionale che tende a non- dire dicendo, il testo è valido ed alcune metafore sono ben articolate buona la parte iniziale " qui ottima, non chiedo nulla al sole...) dove riporti la luna altro simbolo (fertilità, femminilità ... doppiezza) f

C
Cosimo Azzaro19 settembre 2010

...su questa poesia posso solo dire che se la donna spiega la bellezza per il solo fatto di esistere, la poesia riesce a trasmigrarla nel sasso, nel pozzo, nel fiore, nel mondo. Amara è capace di quella rara dote in poesia che le donne spesso assopiscono per smielate paracule parole d'ammmmore: la verita'. Ad onor di cronaca aggiungo che la redazione ha cancellato un msg in bacheca di Terracciano che mi trovava concorde, cancellando per errore anche il mio commento.

Omero Sala4 ottobre 2010

Hai reso con efficacia il dolente senso di abbandono che accomuna amore e morte, eros e tanatos, in un "cupio dissolvi" folle, romantico e crepuscolare. La lieve soavità che caratterizza questi versi macabri è struggente. Accompagnerei la poesia con una citazione in nota di Shakespeare (Amleto, Atto IV scena VII) e con l'immagine di Ophelia di John Everett Millais.