Regole e maschere
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ci trovo molto più che una riflessione... sarà che sono troppo, o troppo poco attento... insomma, un po' come quando andavo a scuola... a noi però interessa il bel verso... e qui nessuno credo, avrà da dire... complimenti... cià*
Una riflessione molto sottile non priva di note amare. La vita come un teatro, dove intercambiabilità delle maschere parrebbe quasi d'obbligo, per rispettare le regole... Così l'ho letta...
Riflessione pirandelliana sul tema della maschera, quasi una scissione dell'Io in molteplici aspetti e finzioni. Un tema molto condiviso, nel trattare il relativismo contemporaneo come espressione della finzione ed assenza di verità. Critica e vera, ben strutturata. Una vera perla di saggezza.
fin da bambini ci insegnano a mentire: quante volte ci siamo sentiti dire "non fare quella faccia!" o "fai un bel sorriso allo zio!"...?il vivere comune è fatto di convenzioni, di regole, di finzioni retoriche... lo stesso linguaggio parlato non è che un insieme di suoni dal significato convenzionalmente prestabilito... la maschera diventa parte del nostro vivere, un "bisbiglio" continuo che col tempo si trasforma in abitudine... e la domenica diventa scontato indossare "la maschera della festa".così l'ho intesa. molto bella!
Non indossare alcuna maschera costa fatica, e solo pochissimi riescono a dar sfoggio di loro stessi, costi quel che costi. "la maschera della festa" Mi fa pensare a quella che, causa delle forzate convenzioni, siamo costretti a sfoggiare, magari in qualche noiosissimo, quanto teso, pranzo di famiglia. Intensa.



