Verba volant xxo
un'eco a perdersi nel vento,
entro infiniti cieli,
ogni vocio umano.
Arriveran sin là, non oltre,
tanto il sussurro quanto il grido,
là ove il tempo prenderà a piegare,
curvando poi oltre la visuale,
oltre il pensiero, oltre il ricordo.
Nessuna viva traccia resterà
di loro e del lor dire,
nessuna inconfutabile memoria
oltre l'umana timida vicenda.
Delle parole scritte è il certo
perpetuare, il tramandare.
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Commenti (2)
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Clara Gismondi17 settembre 2010
Eppure le parole snno arrivare lontano e in profondità tanto da diventare messaggio universale. Il tempo ne cancellerà il fulgore... la parola pronunciata in un momento della propria vita anche importante a distanza di tempo sbiadisce e così sbiadiamo noi agli occhi dei posteri. Ma cosa importa? La traccia sta nell'anima... Poesia che stimola sensazioni e pensieri... Bella!
Nemesis Marina Perozzi18 settembre 2010
Eppure a me viene in mente "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury, in cui, in una società che aveva messo i libri al bando, bruciandoli, un gruppo di "partigiani" decide di impararli a memoria, per tramandarne il messaggio. Dunque, la lingua orale non sempre è destinata a perdersi nel vento...

