Ricordi d'estate

Sotto la pergola riparo del sole cocente
L'arsura ti prende la gola
E' giunta l'estate
E nessuno cammina
D'estate esiston momenti
Dove nulla si muove
Anche il respiro è penoso difficile
Occorre star fermi in attesa
Osservo quell'uomo
La zappa sul collo e tanto sudore
La terra non vuole aspettare
Sotto il sole le zolle trasudano
Quel campo richiede lavoro
Lontano serpeggia il gran fiume
Una nuvola bianca appare improvvisa
Alleviando il soffrire dell'uomo
L'immobile luce del giorno
Appiattisce i colori
Si ode il frinire dei grilli
Mentre il sole saluta
L'apparire di uno spicchio di luna
Tu vestita di nulla prepari la cena
L'aria ritrova il frescore smarrito
La collina troneggia
Nell'ombre cercate
L'uomo abbandona la terra
Che pare fumare
Ci sediamo nel buio guardando nel cielo
Un sorso di vino di grotta ci apre al cenare
Qui al buio noi due brindiamo all'estate
Pensando alla notte che viene
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Commenti (1)
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Raggioluminoso19 settembre 2010
Una descrizione accurata e carica di emozione. Vi sono dei passaggi estremamente suggestivi e che ho particolarmente apprezzato. Bellissimo quasro che appendo alle gote del cuore, per riscaldarmi l'animo nelle fredde giornate che ormai sono alle porte. Piaciutissima!
