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Riflessioni 18 settembre 2010 · lettura 1 min · 2629 letture

La caduta del corpo

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Vuole portarmi via gli occhi la forza che attacca le mie forze Virus che tormenta la macchina e non s'arrende nemmeno quando l'ha mutilata Sono in balìa di un bisogno che non agogno Mi spegne piano piano complice il silenzio del fiato dei gesti Combatto contro un demone che non vuole prendersi l'anima ma solo la carne per vedermi muto e debole dentro mille pensieri che si consumano con me Nell'affanno degli occhi e delle membra Scorgo un sorriso che mi promette un bel sogno (Il sonno è la caduta del corpo quando ha voglia di fantasticare)
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (4)

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Raggioluminoso18 settembre 2010

Una poesia che ho letto con molto interesse ed attenzione. Me la sono cucita addosso, una descrizione emotiva che è riconducibile a un comune sentire. Molto sentita e condivisa!

Giovanna De Santis18 settembre 2010

quante le volte che virus vogliono danneggiare mente pelle ed anima ed aneliamo un sogno che possa distrarci da questa balia, ma con l'anima no! non ci riescono rimane sempre non contaminata, profonda poesia, un sentire che accomuna in versi come sempre di originale bravura magnifici anche gli ultimi tra le parentesi, immensi complimenti strapiaciuta sentitissima

Nemesis Marina Perozzi19 settembre 2010

Per fortuna mente e corpo sono in grado di viaggiare in modo indipendente, così, quando le membra sono troppo stanche, i nostri pensieri possono continuare a volare sulle ali della fantasia, che ci promette ogni volta di farci cavalcare il sogno più affascinante che si possa fare.

TizianaTius19 settembre 2010

La contaminazione del corpo che avvilisce lo spirito, dentro assolati silenzi si traducono scompensi emozionali che non pagano, attimi... difficili momenti che stravolgono il nostro sentire... ecco che il rifugio di un sogno lenisce le ferite e la battaglia subisce una tregua, ma l'anima è salva come appartenesse ad un altro... ironica sceneggiatura... appartenente a chi di pensiero vive... Complimenti sinceri al Poeta, la conservo.