Nel cammin di nostra vita
Scrivo
come un barbaro sovversivo
in sfida costante con la realtà
che l'annulla e il giorno dopo la reinventa
lotta contro il silenzio
contro l'emarginazione e l'inganno
ubriaco
mescolo i liquori insani dell'immaginazione
guaisco alla luna
davanti ai villaggi vuoti del mio esistere
scrivo
tra il reale e l'irreale
bussando con la mente
alla porta dell'ignoto
in quella selva oscura
dove ognuno di noi si è trovato
nel cammin di questa vita
tra angeli e diavoli
ad inventar poesia
scrivo
per dare voce al mio dissenso
allo spreco di parole
in questa anarchia di sensi
cantore cieco
di una musica che non si ferma
e canta con presunzione
per i senza dimora
per chi come me si è perso
e vaga
in questa nudità
di menti e cuori.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Antonella Scamarda18 settembre 2010
La bellezza di questa Poesia mi sorprende ben poco, poiché ritrovo con piacere, lo stile scorrevole, raffinato ma naturale, e talora non privo di dolcezza, dell'Autore. Ciò è visibile già nei primi 10 versi, dove il Poeta esordisce con la sua "selvaggia"ribellione verso lo squallore della realtà che ci circonda, per poi continuare con la descrizione struggente (guaisco alla luna) del suo soffrire, di fronte ad un'esistenza che sente vuota. Grande potenza anche nell'anafora "scrivo"dei versi 1- 11- 20. La chiusa non posso che condividerla oltre che tanto apprezzarla!

