Sulla barca
Sonnecchiano dondolandosi nella darsena,
alcove di fugaci amor,
accarezza lo scafo lo sciaquìo,
col suo dolce rumor ci accompagna,
di lampare tenue è la luce,
discreta complice nella buia notte,
tempo ne avrò per assaporar l'essenza,
che il corpo tuo con parsimonia offre,
di salsedine la pelle tua cosparsa,
avido me ne cibo a saziarmi,
abisso nero e imperscrutabile mi sfida,
senza indugio,
impavido mi immergo,
a conquistar la perla che in esso alberga.
©
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