Non essere triste madre
Lena Orfeo
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Quale volto bambino
irrorato da nebulose stanche
non si orienta nella notte
per ritrovare mammelle dense
e involucri di primavere.
Il tocco di una madre
fa fiorire i sogni
abbattendo venti impetuosi
che scoraggiano le lune storte.
Ed ogni figlio reclama il suo giorno...
Lo reclama tra mille fiori,
tra mille viaggi di serpi
che faranno la propria tana
nei tarli della notte,
tra le sottane che viaggeranno con lui
e sogni ingombranti
che non troveranno pace.
Reclama il suo tempo,
perche' troppo ti somiglia,
perche' nei tuoi occhi
la luce si è accesa e si è spenta mille volte.
Reclama il suo urlo
perche' non sempre sei riuscita ad udirlo,
perche' sordo è stato il tuo cielo,
mentre fra le mani credevi di possederlo.
Non ti rattristare Madre,
perche' le tue smanie erano pure,
forse ingenue,
ma piene piene d'Amore.
©
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (4)
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Splendido Leotta Michele21 settembre 2010
intensa meravigliosa spettacolare e bellissima poesia, la raffinatezza ti entra nell'anima d'un poetare sublime... che squisitezza ...sei... fantastica... abbraccio
Midesa21 settembre 2010
l'ho riletta bene per gustare il nettare del pensiero di madre che se ne evince il risultato una bellissima lirica... lena
Perlanera21 settembre 2010
Quanto vorrei adesso il conforto di mia madre... Pensieri molto toccanti. Grazie.
Calogero Pettineo21 settembre 2010
la verità espressa in questa lirica e sacrosanta. penso un po' tutti siamo stati ribelli con le nostri Madri non capendone le loro gesta, ma, da adulti abbiamo ben compreso quanto amore c'era. molto bella.




