Nuvola di ieri
povera nuvola che eri
aperta nelle mani
per le mani d'altri
Seduta l'ingenuità
sul divano sporco
d'insulti
e sulle poche mura
pochi sogni appesi
stretti di menzogna
La cucina obbligava
ad ingerire felicità
a suon di bastonate
sulla dignità
Povera nuvola che eri
abbattuta l'insolenza
coprendogli gli occhi
a uno spettacolo non scelto
dove si interscambiano
il carnefice e la vittima
in un macabro valzer
il ruolo
e lo spettatore vien coinvolto
l'insolenza obbligata
a non dire il vero
a credere il falso
povera nuvola di ieri
povera che eri
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Commenti (1)
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Doraforino25 settembre 2010
Una poesia che è stata scritta con una struttura lingustica affascinante. Tra questi chiaro- scuro si legge l'anima dell'autrice, che riesce sempre a coinvolgere lo spettatore in questo leggersi dentro. Gradita molto.
