La corsa
Un'anziana donna
tracolla dietro due
gambine elettriche
è uno sbuffo d'amore
colei che gli precipita
il fiato e
tante volte morire
nell'aria
'non correre, ti prego...'
C'è da morirne,
lo so,
lo vedo quando librata
tra le teste a morto
dei prendisole
come una foschia di
neonate carni;
ti ha già tracimato
le dita
è un amante incompreso!
Non solo querele,
e se l'aria s'accorgesse
come passa tra le sue
stanze più intime
con singhiozzi di passi
che sovente trascurano
la terra...
ma tu hai due occhi soli,
pure stanchi,
e una voce che ha deviato
per plaghe e sale d'attesa,
un'attesa che risuona
come otre nella pancia
vuota dei corsi.
Lascia che corra
nel tempo che sentirà
peso il respiro
avrai arreso un volto
tra le pieghe della tua
lisa pelle vittoriana,
così,
arreso un serpeggio
violento.
Male sanguina una luna
che boccheggia,
ne ha fatti di torti
ai colli che
all'imbrunire paiono
sbucciati,
sanguinare.
Un'anziana donna
t'annusa il capo
come un fiore.
Sta per imboccarti
una lacrima
quasi quasi
C'è da morirne,
lo so!
Caricata infine la bocca
come una carabina,
urla un nome buio
che la piccola ha corretto
in eco.
quante di quelle volte
dovrai morirle dietro?
©
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