Fiori d'arancio
Ti ho cercato in ogni nota della nostra musica,
ti ho cercato in ogni passante ch'è passato.
Dove il naso taglia i tuoi occhi,
dove si incontrano le linee delle tua labbra,
dove iniziano e dove finiscono quei fiori d'arancio
disegnati sul tuo braccio: io saprei dirlo.
Non mi vogliono più quegli occhi belli?
Cosa ho fatto loro?
Non conosco i capelli, i seni, le profferte
nemmeno il nome di quella malvagia.
Vi porterà via quello che perduto.
Le mie mani, madide di pianto,
le labbra languide,
il cuore vergine,
gli anni andati via, trascorso tempo,
queste miserie saranno degno pegno?
Mi conceda udienza il tuo cuore,
ascolti queste parole:
suoni di nuovo la musica di quei baci,
scorrano ancora le mani fiumi in piena su di me,
il tuo sigillo io porti.
Taccia il mio grido,
urli il mio silenzio.
Non fuggire più, mio amato.
Torna da me, per me, con me, in me.
Vivranno i tuoi giorni,
riderà il tuo viso,
sospirerà la tua pelle.
Tutto diverrà più bello che allora...
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Commenti (1)
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Kiaraluna29 settembre 2010
Incredulità purissima in questi versi freschi quanto amari, nel rivolgersi all'amore che pare guardare altrove, invece di perdersi nell'unico sguardo che chiede timidamente mentre effonde un fiume d'amore ch'esonda gli argini del cuore. Uno stile spontaneo e promettente, molto apprezzato. Brava Noemi.
