A lei, con me
Non sei i miei giorni
che sono mutevoli e passano.
Non sei nemmeno come le stagioni
e la notte è uguale al giorno per essermi accanto.
Finisci sempre per trovarmi nel mio angolo
finché ci sono io, li te ne stai anche tu.
Vedi con i miei occhi,
le tue gioie e le tue tribolazioni camminano al fianco delle mie,
le tue premure sono la mia coscienza,
le tue braccia attorno al mio collo sono sempre le mie.
Non menti, non passi, non tradisci.
La mia testa sul tuo grembo
è lì che mi accogli e mi perdoni.
Il tuo sguardo può interrogare la mia coscienza
senza chiedere nulla,
puoi avermi senza violare il mio spirito.
Le tue parole sono stelle dove c'è buio, rancore, odio.
Scorri le tue mani tra i capelli,
porta via i miei pensieri e le mie paure fino alle punte.
Stringimi le mani anche se ti sfuggono
e togli al tempo il diritto ad annegare il dolore.
Dimmi di favole e musiche e poesie cantami
perché il mio spirito si quieti e s'addormenti.
E d'ora in avanti non ti lasceranno un istante
i miei occhi, non ti tradiranno più...
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Commenti (2)
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V
Vittorio Palmieri1 ottobre 2010
la trovo molto simile ad una ninna nanna... cmq non è male!
m
marcello plavier1 ottobre 2010
poesia in prosa che fa tenerezza senza fronzoli ma dolce, mi è piaciuta