Elogio al dolore

Me ne stavo sdraiata in un angolo
e cercavo di afferrare la mia promessa.
Ero un cadavere
nella città morta
dei miei sogni.
Alle teorie del mondo
avevo consegnato la bellezza
che mi ospitava.
Fuori era un tempo da lupi
e la pelle mi si raggrinziva
nelle vesti male odoranti
umide e consunte.
Avrei voluto
non vedere il mio viso
ma quando mi vidi allo specchio
vidi la realtà della vita.
Ero spoglia
E fremevo
per le parole tenute segrete.
Fu un sollievo
per i miei anni.
Iniziai a renderti partecipe
delle mie lavorate carni
e tu mi accogliesti
nella tua anima
con emozione.
Ti adoravo
quando mi chiamavi Angelo.
Le mie visioni
mi stupravano la mente
e tu le raccoglievi
in empatico trauma
sulla tua pelle.
Anch'essa era sepolta
in vortici incompresi
e ribelli.
Abbassai le palpebre
e sentii il mio volto
nelle tue mani
che mi davano carezze.
Dipendevano
dalla stessa disperazione
che ci univa.
Era un tempo da lupi
quando vidi le schegge
che mi martoriavano l'anima
trasformarsi in pendoli marchiati
e perfetti.
Eri grazioso
mentre mi tenevi il capo
poggiato sulle tue gambe.
Sentivo protezione
e riparo.
Mi lasciavi immersa nei miei deliri
e soffocavi i miei dolori
con calici di vino
che ci facevano compagnia.
Tutto era bizzarro
ma sincero
come il lievito del pane
che cresce adagio.
Ti vedo tuttora
ti sento tuttora
eppure non ti ho visto mai.
E se il tempo muore
negli attimi passati
come il sole al tramonto
e se il mare affonda navi
negli angoli
di un non orizzonte raggiunto
mi lascio rubare l'anima
da te
che sei un viandante
uno
inzuppato di dolore
come me.
E siamo fortunati oggi
a vedere il sole
e i colori del mondo
in tutte le sue sfumature.
E se oggi vediamo il nero
domani vedremo il bianco
e il rosso sangue
come il vino delle confessioni
e anche il corrompere di parole inaspettate ...
Se tutto ciò è vera emozione
allora
elogio al dolore
in notti addormentate.
Per terra
o su di un foglio
un dono resta sempre un dono.
Su una lancia di luce
un gioiello d'ambra
celebra il rito
delle cicatrici.
Rimangono le eremiti sole
a far scintillare
le pene in argento.
E tu
rifugio di un libro
edificato in desiderio
mi hai baciato l'anima
nel ricordare.
Elogio al dolore.
In alto
solo
sudari logici
di teoremi
che narrano
di bandiere bianche
©
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