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Donne 2 ottobre 2010 · lettura 2 min · 12805 letture

Un pierrot vestito da geisha

M
Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Guardi quel maschio ancestrale, epicureo gaudente fra le tue calde braccia di messalina, divenire asceta virtuoso nel baciare i propri figli e la madre di essi. Come fragile anfora dall’apparente durezza colma di inezia in ogni donna non consanguinea vede la femmina dissoluta alla quale nulla è dovuto. Epidermica creatura incapace di ravvisare oltre la superficiale parvenza! Impalpabile come una piuma che giunge al suolo il tuo urlo di geisha, afono e silente, scuote l’anima accompagnandolo con lo sguardo mentre varca l’uscio gli occhi e il volto, disincantati e fieri, di chi ben conosce l’uomo. Luminose stelle cadenti tracciano una scia luminosa sulle tue guance scavate dagli anni e dai perituri amori Nello specchio il tuo viso madido di lacrime salate è riflesso come luna e stelle in un quieto stagno. Maschio ancestrale, irresoluto, incerto, vile, navighi alla ricerca della donna valchiria, approdando poi con la fragile chiatta dell’insicurezza nella baia delle vergini... Ti nutri del suo corpo di messalina straziandone l’anima con un vacuo "ti amo" e già ne hai rigettato il pensiero. La geisha rannicchiata ai piedi dell’ancora caldo giaciglio, ginocchia piegate al petto mani sulle guance, tristemente si accarezza il volto attendendo il nuovo tramonto. Lo sguardo edotto e disilluso di un pierrot nella grandiosa cornice di luna e mille stelle, amato e cantato, per il breve tempo che il sole compie l’eterno rito.
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Secoli d’evoluzione del genere umano hanno generato scoperte sino pochi anni fa considerate fantascientifiche. Secoli d’evoluzione non hanno minimamente scalfito il pregiudizio che fa di una donna libera una sgualdrina e di un uomo dissoluto un vero uomo. Questa mia ha partecipato senza successo al premio "Scrivere 2010" nella categoria speciale violenza sulla donna, e è arrivata finalista sei mesi dopo in un’ulteriore concorso trasteverino indetto dall’Associazione Marel. L’immagine allegata è un disegno dell’amato Schiele "accovacciata".

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (7)

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Annamaria Barone2 ottobre 2010

Esiste una violenza che è fisica perlopiù, botte che lasciano il segno sul corpo, esiste una violenza che è psicologica, la paura ed il terrore, ne esiste una ancora diversa, quella che fa di una donna un oggetto, da consumare, usare, ripagandola con un bugiardo "ti amo" per poi andare via senza voltarsi indietro, senza un pensiero, senza una carezza, senza... pietà. Poesia di una bellezza che toglie il fiato, il racconto di una donna che è molte donne, di una storia che è molte storie, di qualcosa che alcuni chiamano anche amore ma amore non è mai. Notevole, divina, incredibile, bellissima. Un inchino al poeta!

Rita Stanzione3 ottobre 2010

Devo farti i miei complimenti, grazie per aver trattato il tema... spesso episodi di violenza vengono sottovalutati, con superficialità denominati in modo ipocrita, perché è più comodo chiudere gli occhi... bravo!

mario calzolaro3 ottobre 2010

Moreno... eccellente il componimento... ottima la scelta degli "accessori"!

DonnaFPgreeneyed3 luglio 2011

Lirica di indubbio valore nella stesura e nel contenuto, tenendo conto che L'Autore, seppur maschio, ne valuta tutti i risvolti denunciando una cultura difficile da sradicare. Nonostante il tempo passi e modifichi in ogni settore: dai valori primari, ai modi di dire e pensare, ciò che riguarda il comportamento femmineo, rimane invariato a nostro discapito. Superficialità di pensiero di chi vuol alleggerire responsabilitò che in realtà sono da condividere tra le due parti, maschile- femminile. Al Poeta che ha dimostrando sensibilità all'argomento, un plauso.

Duilio Martino18 settembre 2011

Bella, profonda... vera... io ci metto un bel fiocco. Merita, eccome se merita ed aggiungo i miei complimenti!...altro che boh!

Antonio Biancolillo19 settembre 2011

Una violenza... come dice la Barone... psicologica che ancora oggi è sempre intatta... un rapporto uomo donna dalle mille diversità...in cui la donna viene sempre vista come utilizzo da consumare ai propri scopi, quelli dell'uomo... così pronto a girarsi sui suoi passi... Maschio ancestrale... emblema che ha saputo conquistarsi l'uomo... scivolando freddamente su sguardi... edotti e disillusi... di una donna... Apprezzata per lo stile poetico...

Oriella Del Col1 luglio 2012

Assolutamente devastante! Incantevole nell'incedere della parola che compone un'immagine straziante conducendo la riflessione sulle umane miserie che rendono orrendamente doloroso il vivere. La solitudine pavida esonda in un onda di disperato silenzio. Splendida!!!