Sono stato fiera
poetapercaso
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Non bramai che vendetta
nel dolore della assenza tua
tessendo strappi con ago
che sospirando cuciva rabbia.
E nel silenzio assordante
delle notti senza trame
ho vuotato dolcezza
in vacui vasi di violenza
spogliando la ragione
ho indossato lucida follia.
Ho bramato corpi
stretto mammelle
divorato le carnose porte degli inferi
grondanti di odorosi succhi.
Sono stato fiera
e nell'abominio della mia anima ferita
ho stipato vittime impotenti
derubato messi di purpurei frumenti,
violato i sudari d'anima accesi
e depredato dalle sorgenti
umori profani.
Ho lasciato sui corpi vinti
vani petali d'inganno
Nell'argento dei loro sogni infranti
dal mio braccio armato da vendetta.
Se non fosse
che femminea luna
illuminasse l'anima intrisa a sangue
riportando ragione d'esser uomo
e squilli d'anima mi svegliassero dal torpore
di rabbia ceca, avrei deturpato
ancora verginee dame .
Ora non desio che mondare anima
mostrar viso di dolcezza
ai riverberi di luce della luna
nel tormento della mente mia
che domanda ancora
ch'io sia.
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L'autore
poetapercaso
Commenti (1)
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Lina Sirianni2 ottobre 2010
Introspettiva profonda e cruda, analizzando senza veli quel che si desidera dopo tanto dolore... Letta e apprezzata

