Infinita Speranza
Nicolò Tevere
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E di colpo mi fu chiaro,
che malizia, ne rancor,
di esistenza alcuna non v'era traccia.
Mondi inetti, nefandi ed empi, della mia inventiva furon figli,
e mi scorsi così,
libero a giacer sopra cigli di terre assolate,
lungo fiumi di bene donato,
vicino prati di amore assoluto.
Falsi vissuti mi furon concessi,
lasciati in balia di limitate membra,
ma che ora, a spalancati occhi,
reali miraggi di fresche nottate dinanzi si fecero,
cantando e danzando il mio dolce risveglio.
Ma nuovamente mi assopii,
con profonda e commossa riluttanza me ne tornai
in un mondo di artefatta esistenza,
portando con me un sogno,
di infinita speranza...
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Nicolò Tevere
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