Divin bocciolo
Saverio Chiti
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Nacqui dalla nuda roccia
e da germoglio divenni fiore,
che ogni mattina finora sboccia
fra meraviglia e stupore.
"Egli" della vita mi fece dono,
poiché in sembianze come suo figlio
mi disse che ora sono,
seppur ancora mi manca, il di lui piglio
per credere che in tutto ho il vigore
di tramutar qualcosa
e nondimeno non saprei da dove iniziare
forse in troppe opere
c'è bisogno del suo valore.
Io non spuntai in campo arato e non so dire cosa
con il mio granello Esso volle seminare,
di sicuro non dell'origine del suo sapere.
Il tuo seme etereo, per me in una mela celasti
sapienza, bontà e rettitudine
del tuo amore n'erano gli spicchi.
Con rimpianto, un dì capirò quel che mi donasti
magari dopo aver della vita vana,
rigettato i chicchi.
Recriminerò perciò in eterno l'averti tradito,
ma tuttavia insisterò senza sosta ad amarti
sappi però, che ci fu chi con sublimi arti
dalla retta via mi confuse
e nascose ai miei occhi il cammino dell'infinito.
Accade per prodigio che ancor oggi
nel tuo frutteto invisibile,
le tue sementa gemmino in fiore
e nonostante la nuda roccia
con umiltà, devozione e amore
per Te un Divino bocciolo sboccia
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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