In attesa del ritorno
Riempi amico mio,
or che infuria l'ostro caparbio
con le sue gelide note,
di vita meno triste questo calice
che dia succo e respiro
al corpo ormai vuoto
grato ti sarà dopo
quando tornerà a fiorire
il colore delle primavere.
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Commenti (2)
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Angelo Ricotta3 ottobre 2010
Un invito questo come solo certi poeti greci e latini sapevano fare oppure Omar Khayyâm. L'ostro però è un vento del sud caldo e umido, non gelido. Venti freddi sono il grecale, la bora, la tramontana, il mistral o maestrale, il blizzard...
mario calzolaro3 ottobre 2010
...poesia vera... rare suggestioni in questo componimento ...maturo ed ineccepibile


