Al Capo Linea

Arrivato al capo linea
mi farò trainare dal mio spolverino nero
decrepito nei suoi anni,
e dirò che è stato il freno di un treno
la causa della mia sordità d'animo,
nell'ora in cui sono vedovo di me stesso
dei patrimoni del tempo
e dei sogni di altri uomini sperduti.
Non rimarrò seduto
in una panchina d'aria
in una stazione senza orari,
ad aspettare un altro rimorso
per non aver visto gli occhi soffrire,
ma andrò a chiedere ai passanti
chi, in quel attimo manovrava
il passo con una veloce andatura:
Chiedere una voce
ai tizi di periferia
non è mai stato un oltraggio,
scolpire i loro occhi nei muri
è un obiezione alla disperazione
di chi non ha volto né storia
per immedesimarsi nella morte.
Al capolinea,
nessun volto inerme,
troppo negro
il pavimento di latta,
e nessuno che
ha il vizio di un barbone
nella notte che gira
luci di fondo,
al cieco freddo rumore
di rotaie raschiate.
🌐
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L'autore
Sal
Commenti (1)
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Franca Donà astrofelia5 ottobre 2010
Molto piaciuta. Intensa, incisiva e vibrante di emozioni .

