Al mio labbro altro mare.
In ogni ombra s'allunga
l'ubriaco per passione
mugugnando cortese un dondolio.
In una tasca di clochard sogna
e s'addormenta qualche moneta
spicciola che canta allungandosi
gradino per gradino che si perde arpeggio.
La pioggia e la pozzanghera specchio
in cui si vede la maschera da vivere
che si incontra e si confonde con gli occhi dei gatti.
I giuramenti traditi che non si voltano al portone
stringendo l'anello di fede e aggancio.
S'abbandonano e sembrano l'amore
che smette là il naufragio all'orizzonte
con l'acqua alle ginocchia un passo più in là
dove si vede in prima fila il concerto vero d'ingannati.
A riva un argine da bere.
Tuttora e a volte raccolgo.
Verso e mi stendo.
Al mio labbro altro mare.
©
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