Tutto il tempo

scorreva verso un nugolo grigio
di parole morte -forse- o di natura inconosciuta
tutto il tempo che senza ritegno
si dedicava alla leggerezza
girando i piedi sul tacco alto -con la punta
come un radar ad annusare prede
una mano sempre stretta a qualche vetro
e due dita alla sigaretta
pronta per le labbra di sapore cangiante
sotto gli occhi a trecentosessantagradi
scorreva -dicevo-
ed erano notti che se ne fregavano del poi
confortate di allegria sbieca e di vuoti scuri
a perdere
posso quasi bere ancora in quello stesso vetro
per contagiarmi dello stesso male
scavalcata quella matassa anodina
girandomi la vedo -ora- a metà via
e non so se ci si incammini verso un rosso o un blu
disteso e piano - non guardo
però l'odore sa di un nero poco promettente
farò finta sia ancora lontano...
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (2)
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You Don’t Know Me7 ottobre 2010
tutto il tempo... quando il tempo annega tra un bicchiere e una sigaretta...è tempo sospeso senza identità senza respiro... bevuto tutto d'un fiato
Elisabetta Maltese10 ottobre 2010
E' davvero notevole questa poesia. Densa, misteriosa e affascinante, ha uno stile accattivante che prende e ti fa bere da quello stesso pezzo di vetro. Se posso, toglierei i puntini di sospensione finali: la chiusa è bella così, secca. A mio avviso non sono necessari, ma, lo sai, è solo questione di gusto. A rileggerti, Amara. E con piacere.


