Nenia d'infanzia
Maria Francesca Barbaria
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Ricordo quel fluttuare
piangente di foglie
in fondo alla via,
il suo folleggiare di rami
sotto la luna
e il fremito lieve
della sua chioma
al soffio di tramontana.
Lo ricordo spadaccino,
sfidare coraggioso
la bufera della notte
o immobile nella calura,
che infiacchiva le sue fronde
gremite di cicale.
Era rifugio di passeri,
richiamo di rondini,
ombra mutevole per i passanti
era nenia di vita
per il mio piccolo mondo,
ora,
è canto solitario.
©
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Maria Francesca Barbaria
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