L'estasi del dogmatico assente
Il sorgere del sole bagnava gli occhi di lacrime. Era splendida quell'alba che adorava un impercettibile silenzio. Vago il mio umore si connottava di mesti ricordi. La verosimiglianza di una natura fuggita dal tempo accordava le note di un canto. Come non essere incantati da questa disposto compiaciuto. Lontano il mare urlava al vento sulla spumosa battigia. L'erosione naturale era come una clessidra che dipanava i giorni nuovi. Tutto il furore della mia anima si compiva negli attimi in cui enfatizzavo la fede. Dono di un demiurgo solenne il mio triste vagare nella solitudine di ripetuti gesti scongiurava il peccato e adornnava di fiori un cammino svuotato da insignificanti lustrini.
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