Terreno a misura d'uomo
Vanghiamo questa incolta terra
che il tempo offre
con un tridente di corallo
su mura vuote e fredde
d'un paradiso che fu di tutti
e quando il mondo nacque,
al giorno previsto
ed all'ora voluta,
ore d'ansia furono
sotto una cortina che
d'amor avrebbe voluto esser.
E ad ogni zolla rivoltata
una vita che sgretolata si è
in altra vita s'è già ricomposta.
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Commenti (2)
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Barbara Golini15 ottobre 2010
accidenti! un bel ciclio e poi il tridente di corallo mi ha fulminata. Molto bella!
Salvatore Armando Santoro15 ottobre 2010
Chi cerca amore in questa poesia sbaglia posto! L'amore di cui parla l'autore è di tutt'altra natura. Ci troviamo di fronte ad una poesia sociale dove il rimpianto per un mondo paradisiaco e vivibile a tutti è presente e sofferto. Ora rimane solo la convinzione che pur nell'anarchia imperante e nel dramma delle genti, la vita deve comunque continuare. E l'autore descrive il tutto con delle metafore più che mai convincenti che si richiamano al ciclo della natura!


