Di luce (pallida

Sentire gemere le parole trattenute dalla voce,
della tua trascendenza fenomenale
fachiro inchiodami,
sottovoce
Agonizzando l'anima esiliata canta e morde nel materiale,
il filo cucito ad un cuore di pece,
ad un giglio del male
Ora che non parlo più,
le intenzioni si moltiplicano
Ora che non piango più,
claustrofobica un'orsa senza notte,
rossa vulva senza dolore,
una via lattea
di luce
Avremmo bisogno di lampioni impazziti,
schizzofreniche falene per un alticcio viaggiare,
avremmo bisogno di un allegria d'oltre mare,
signora Grimilde della semi- liberta condizionata,
e di una vettura lunga e accessoriata,
d'epoca originale,
che ci ricordi di essere dei del domani
nuove
malinconie pallide
improvvise,
tra i morsi ed i rimorsi della sete
Domani,
avremo bisogno di eleganti abat- jour
per combattere le armate notturne
dell'imbrunire
©
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L'autore
Nero
Nero è il nome che ho voluto affibbiarmi , il colore della mia anima e del mio viaggio.Sappiate solo che Amo e Amerò,e forse ne muoio e ne morirò.Ma a volte i pensieri di un uomo portano al niente.Senza senso, forse.Le strade nate dal mio dubbio,i quesiti che mi attanagliano,l'amore,la morte ,la pazzia.Le risposte cerc
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