Notturno
Marco Veronesi
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Enormi e scure mani a macchia nera
avvolgono l'involucro della mia anima
mentre solitario procedo per traiettorie
non predefinite, e, da ieri sera
i miei pensieri si appagano
del senso di sicurezza dell'abitacolo,
rispetto al mistero circostante e a paure aleatorie,
mentre guido all'inseguimento della chimera.
In questo ricettacolo,
dolci note addomesticano il mio vagare,
accattivandosi la fedeltà dell'anima e
soffiando aria calda sul vapore, (di ragionamenti tetri)
sembrano dirmi: "paura non avere..."
Intorno, artificiali stelle terrestri
e corpi luminosi multiformi
in monotona danza orizzontale,
scorrono alla mia visione periferica,
ed i miei pensieri scivolano in paesaggi rupestri
dove rovi di neuroni ed alberi deformi
sono sferzati da pioggia insistente, liberata da
cumulonembi di psicosi ed un teso maestrale.
Il macromondo oltre questo vetro
non è poi così ostile, quando mi accorgo
degli esseri della mia specie
che dentro i loro bozzoli zincati, paiono bachi da seta,
ed è in questo istante,
che soffermando i miei pensieri su di essi,
ricordo di avere comunque una meta.
©
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L'autore
Marco Veronesi
Sono un Albatro, volo per mari ed isole e migro per steppe e catene montuose.. Sono ammalato, di un congenito amore per la vita, di una malattia che si chiama "sogno cronico ad occhi aperti", di una sana mania per le donne, di una sensazione di simbiosi con alcuni aspetti della natura. Volo tutte le volte che
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