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Morte 22 ottobre 2010 · lettura 1 min · 7099 letture

Io sono tenebre e oscurità

M
Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Nessun suono dalla gargatta strozzata Ne’ luce e colore nei vacui occhi Nessun sapore giunge all’arido palato Né profluvi o puzziteri a solleticare le nari Nessuna melodia o frastuono raggiunge le pieghe becche Non vi è calore nelle mani giunte Nessun palpito nel pertugiato petto Nessuna algia a martoriare la diaccia materia L’anima avulsa dal corpo barulla spaurita Azrael m’afferra acquietando l’alito Adiaforo all’altrui dolenza arrido all’ineluttabile divenire accomiatandomi dalle annose tedie spoglie
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Gli accadimenti che seguono subito dopo la morte, che sia il nulla o il distacco cosciente dell’anima dal corpo, da sempre hanno stimolato la mia curiosità lasciandomi nel dubbio. Di un fatto ho la certezza, che il giorno in cui avrò le risposte sarò privo della possibilità di divulgarle. L’immagine allegata è di Akseli Gallén. Da notare la presenza del cigno nello stagno. I cigni sono simboli della morte in quanto uccelli che nuotavano nel manala, fiume dei morti.

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (8)

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Calogero Pettineo22 ottobre 2010

un componimento davvero affascinante dal contenuto molto triste. molto apprezzata.

Una struttura e versi di grande lessico e di grade costruzione... Sembra come veramente dipingere sensazioni ed emozioni che si subiscono nel momento del trapasso, forse, con un angelo che ci prenda nelle sue mani per la vita eterna... Sicuramente un corpo che diventa marmo, non avendo più brividi di anima nel suo interno! E' una poesia molto affascinante molto apprezzata!

Lina Sirianni22 ottobre 2010

Versi che mi hanno colpito molto dandomi un brivido di gelo ... Eppure mi attraggono... Molto apprezzata

Stefania Stravato22 ottobre 2010

una lirica imponente, oltre che per il contenuto, anche per la sua costruzione, che si avvale di grandi capacità 'tecniche, con una disinvolta dimestichezza nel padroneggiare gli strumenti del lessico 'importante'... una prova decisamente notevole del 'poetare al di fuori della norma'...

mario calzolaro25 ottobre 2010

Il tema è agghiacciante ...ma è svolto con estrema maestria ed originalità di tratto

Scorrono i versi e nel loro scorrere compongono vivide immagini, suggestive e percepibili attraverso la capacità espressiva dell'autore che nell'immedesimarsi è riuscito a coinvolgermi emozionalmente. Letta con apprezzamento.

Annamaria Barone31 ottobre 2010

Cosa succede nell'attimo fatale nel quale tutto si spegne? L'ultimo battito del cuore, l'ultimo respiro e... ognuno di noi penso abbia un'idea, e, al di là del terrore sordo che accompagna il pensiero di quello di sconosciuto che scopriremo nell'attimo fatale, c'è un idea, una speranza di come tutto ciò avverrà. Lo smarrimento, forse e poi la luce o forse l'eterno nulla. le tue parole colpiscono, la descrizione del distacco dalle cose terrene, lo smarrimento e poi la pace sono pesnieri e sensazioi che ti entrano dentro, leggendo e sentendo questa superba lirica.

Oriella Del Col2 febbraio 2013

Quanta forza estrema nella sottrazione, nel palpabile scemare della vita. Blocca il respiro la lettura che, costruendo l'ineluttabile, passo dopo passo giunge come sollievo nella rassegnata chiusa.