Il punk

Stà un vecioto sui giardin
quando un tisio che pasava
el se senta de visin
el vecioto buta on ocio
e con qualche meraveja
el sin'corse che le un punk,
el ga in testa na bea cresta
tutta rossa tutta dritta.
El tipo un po scontroso
parché el vecio eo scrutava
el ghe fa; par tacar briga:
Beh! che te vardi, xe normae,
ti te ghe mai fatto gnente,
qualche volta nea to vita
gheto mai fato
qualche cosa de trasgressivo?
El vecioto pensa un poco
e vardando in faccia el tipo:
Si na volta,
quando gero ancor puteo,
me son "fatto" na gaina
e adesso incuriosio,
me domando se par caso
no te fussi, fioio mio.
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Commenti (4)
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Raggioluminoso23 ottobre 2010
Gran finale a sorpresa per questa poesia - sto ridendo molto forte. Grazie per questa simpatia, versi che davvero donano il sorriso e ci si mette a pensare sul cambio generazionale e molto altro ancora. Complimenti a questo poeta!
C
Citarei Loretta Margherita23 ottobre 2010
è un vernacolo che si comprende il senso della poesia, molto ironica apprezzata
mario calzolaro23 ottobre 2010
Ahahahah imperdibile! grazie Asociale... campione, anche nell'ironia e nell'umorismo!
Calogero Pettineo23 ottobre 2010
molto ilare con un gran finale, ci vorrebbe la prova del DNA. grazie per questa tua spassosa satira, mi ha strappato un sorriso.



