L'imperatore
Nero si allunga a mò di scettro
impudente sguardo nel cranio incastonato
istiga ad abbassare il capo
mostra le mani compiaciuto
come un'affabile Papa ma
attende il bacio
filantropo dei desideri...
Nefasto sei e incorniciato d'oro
in gallerie appeso
Mi chiedo se le tue mani
esiterebbero a reggere
lo svuotarsi della mia voragine
ricolma d'albume
Vorrei sentirle indifese
vederle a disagio e retratte
come le antenne di un grosso
lumacone
al solo contatto
del mio mellifluo fluire
Accade sempre
amore di metallo
anche se il sempre è da pescare
con mani di carta
che il giorno si alterni alla notte
che i vuoti abbiano di che odiare
e i sazi di che temere
e che gli imperatori
si scoprino in mutande
stringendo nelle mani
lacrime di bambina
©
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Commenti (1)
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Enio Orsuni23 ottobre 2010
qualcuno direbbe metafora io dico altro che metà fòra c'è dentro tutto in questa stupenda poe. esaltante...
