Rifiuti
Salvatore Ambrosino
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Mani sdegnate
afferrano
sassi
e
spranghe di ferro
impregnati
di rabbia e delusione
Avanzano
nel fetor delle macerie
vestite di ripicca e rivalsa
Lo sfogo è consolatore
Su di loro incombe
la mortificazione
l'indignazione
Negli occhi
frastornati per la veglia
riflettono
delusioni
mentre
il bisbigliare
di parole illusorie
s'anneriscono col fumo dei rifiuti
©
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L'autore
Salvatore Ambrosino
Il mio nome è Salvatore Ambrosino, gli amici mi chiamano Satos, sono nato a Caracas- Venezuela – nel 1961 e nel 1964 i miei genitori si sono trasferiti in Italia nella zona Vesuviana a Saviano provincia di Napoli dove ho vissuto con la mia famiglia fino a 20 anni. Ho un diploma conseguito nel 1979 a Pomigliano d’Arco
Commenti (2)
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Patrizia Chini23 ottobre 2010
aspra, colpisce duro e ben rappresenta la situazione fuori e dentro gli animi che vivono questo disastro ambientale.
Giovanna De Santis23 ottobre 2010
ringrazio tanto l'autore per aver trattato il tema con nobile partecipazione, il problema doloroso che si ripete ancora nella mia amata città, poesia da encomio

