E il lacrimar m'è dolce
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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strettamente
mi annodo col sale
ferma
in agonia
tra le costole
un lampo
e sobbalzo
mi riscaldo
in moto ascendente
lento e graffiante
di volute grottesche
offusco le tempie
invado bacini
già inariditi
silente e crudo
sorso di gelo
in lotta sugli argini
vinco
trasparente caduta
di velo
su afone note
riso che muore
e lavanda dell'anima
sono
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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M
Moreno Tonioni5 dicembre 2010
Sovente ho il piacere di leggere questa piacevole autrice. La Stanzione possiede la rara capacità di tessere con semplici parole tessuti di gran pregio. Commento con il piacere di farlo questo squisito componimento stranamente passato quasi inosservato. Una lirica che seppur pubblicata in "fantasia" esterna un sentire forte e reale nell'elegante descrizione dello tsunami che invade nel momento del dolore e del liberatorio pianto. "Lavanda dell'anima sono" ... la chiusa è paragonabile alla ciliegia che arricchisce e perfeziona un'eccellente Martini.
