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Donne 23 ottobre 2010 · lettura 1 min · 5615 letture

Imperituro Fiore

Stefano Sivo 180 poesie pubblicate
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Sono qui che raccolgo quelle lacrime mentre la tua anima si sfalda disciolta in certezze che non comprendo E sei di nuovo li in quell'angolo tra mani e grida che le tue bambole stuprano e sei filo di seta invisibile al mondo fastidioso insetto da calpestare germoglio di un amore che non ha amore Prendi le mie mani e con esse carezza quella Stella raccontale di come perpetua ferita si tramuta in sogno e di come insulto costruisce strenuo fiore... ...e dominerà il gelo e gli inverni e sarà forte e vedrà la luce nella luce del giorno
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...non c'è fiore più bello... di quello che germoglia fra zolle di stenti...

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Stefano Sivo
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Commenti (2)

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TizianaTius23 ottobre 2010

Mi ha colpito questa poesia per la sua forza, ogni parola entra e scuote i sensi, la interpreto come una nascita o rinascita di un tenero fiore trovato fra ai confini del degrado e del dolore, una bella poesia.

Le donne che non si rendono conto di quello che valgono, vivono nelle certezze di una mente distorta che le dice di valere poco più di nulla. Ci si ritrova nell'età di piccole bambine in gabbia dei loro giochi, perduti, oppure solo uno scudo verso il male. Si è come un filo inesitente nella matassa delle persone che si aggrovigliano nella vita, un piccolo germoglio in un prato, ma che è solo da calpestare, e per questo ci pensa già lei stessa purtroppo. A volte basta avere la certezza di una carezza e di sapersi vive. una mano che flebile arrivi all'anima, per aiutare quella ferita a tramutarsi in forza, per non lasciarsi cadere nel buio della delusione, e di non essere sole. E il giorno sarà sempre più luce, oltre il gelo dei respiri dissolti!