L'avaro
Si articolano ombre
dai rami incappucciati
parvenze freddolose di illusioni
vagano a passo grossolano
i pensieri sfrattati
stanchi di memorie obese
sono alluci divaricati
ormai
dentro scarpe strette
lenti bigie e sfuocate
di orologi arrugginiti
fermi
là in alto
è sul fiordo
che soffiano i venti
quali boriose principesse
che lanciano calunnie
per piegare veli ad umili spose
quando il pomeriggio così scende
lasso s'immerge
nelle vene tortuose
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Commenti (1)
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Paolo Eroli25 ottobre 2010
Ricca di immagini tangibili e condivise la tua bella poesia! Sempre
