517 lettori online · 356.816 poesie · 7.573 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Dialettali
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Felice Di Giandomenico
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Dialettali 29 ottobre 2010 · lettura 2 min · 3255 letture

L'urtimo stornellatore de Trastevere (a braccio)

Felice Di Giandomenico 350 poesie pubblicate
+ Segui
Forse è vero che, anche ne l'inferno ogni tanto se fa vede pure er Padreterno... Cominciavo a perde la pazienza, mentre me stava a sortì fori n'senso de n'decenza... Poi n'piena notte sei arivato su na carrozzella... stanco, affaticato pe te nemmanco l'ombra de na barella... Se profilava lunga e noiosa la nottata da passà dentro nà stanzetta semichiusa. Eppure st'angoletto appena l'uminato l'hai fatto diventà n'cielo stellato. E ner mentre me cantavi du stornelli aricordando ar core tuo li tempi belli, n'infermierina te se avvicinava e n'soriso su la bocca te spuntava... "Sta chitara mia pe mo non sona però devo da dì: sei proprio bona" E giù a ride come du regazzini, co n'testa le note de li romani mandolini. E poi che te devo dì, quannno t'hanno dato er pappagallo e mentre te smucinavi li carzoni me dicevi: "mo è na parola pe trovallo" A Ninè, lì n'mezzo a tutto quer dolore sei riuscito veramente a rasserenamme er core E mo che so tornato a rivedè le stelle uscenno da quer casino che faceva girà le palle, te vojo dì na sola cosa: s'arivedemo a San Cosimato pe cantà a Roma nostra a perdifiato. T'aspetto dai Ninè che je la fai sto monno è tutto n'cesso ma tu sai tarsformà li guai.
♥ 0 💬 3
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

A Giovanni Meloni (detto Nino) 85 anni, l'ultimo stornellatore "a braccio" di Trastevere. Ho trascorso con lui una notte al pronto soccorso... stavamo male entrambi ma... quante risate.

L'autore
Felice Di Giandomenico

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit

Tutte le opere →

Commenti (3)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Luigi Arcopinto29 ottobre 2010

Bellissima dedica espressa in splendidi versi in vernacolo... Molto molto apprezzata, complimenti!

Kiaraluna29 ottobre 2010

Straordinariamente pittoresca nella sua profonda malinconia, stati d'animo che si trasformano in voli del cuore e poi in speranza, ché fra tanti guai c'è sempre chi t'aiuta a vedere il bicchiere mezzo pieno... quanno c'hai sete. Bellissima poesia e notevole lezione di vita. Apprezzatissima.

Silvia De Angelis30 ottobre 2010

Un vernacolo strepitoso in una lirica spontanea, piena di immensa verità, di cui ho apprezzato tantissimo il contenuto e lo stile... piaciutissima