Mon enfance
Jeannine Gérard
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+ Segui

Quand
commence- t- elle?
Qui peut le dire!
Quand finit- elle
l'enfance
qui nous remplit
de rêves
parce que tout est écrit
mais rien ne se sait?
La mienne...
passa dans la grisaille,
sans un père à mes côtés.
- Je le revoyais
souvent
quand il me pressait fort
sur son cœur,
et heureuse,
je l'embrassais.
Mais hélas,
je me retrouvais seule,
dans mon lit,
où
désespérée,
je priais
pour le voir retourner.
Il me manquait!
Pour apaiser la douleur,
et suffoquer ma rage,
je sortais et courais
les yeux fixés sur mes pensées
et en cachette
je pleurais.
Les saisons passaient...
lentes!
O' cruel souvenir.
Mais à dix- huit ans,
dans le charme d'un plein midi
l'Amour
ne se fit attendre.
Sur les débris de mon cœur
il y bâtit le bonheur.
"Avec lui,
j'oublai
mes peines enfantines".
Mais maintenant,
couchée sous le poids
des heures,
encore je pleure
comme la pauvre enfant
que rien ne défend
et je pense à la splendeur
de ma vie
qui s'étégnit
alors...
quand mon père
partit
et à cet heure...
avec l'Amour,
qui las
de cette vie,
laissa que l'âme
lui fût ravie.
.
- - - - - - - - - - - - -
.
La mia infanzia
.
Quando
incomincia?
Chi può dirlo.
Quando finisce
l'infanzia
che ci riempie
di sogni
perché tutto è scritto,
ma niente si sa?
La mia,
passò nella grisaglia
senza un padre a me vicino.
- Lo rivedevo
spesso
quando mi stringeva forte
sul suo cuore
e felice
lo baciavo
Ma ahimè,
mi ritrovavo sola,
nel mio lettino,
dove
disperata,
pregavo
per vederlo ritornare.
Mi mancava!
E per placcare il mio dolore,
e soffocare la rabbia,
uscivo e correvo
gli occhi fissi sui miei pensieri,
piangendo
di nascosto ...
Le stagioni passavano,
lente!
Oh,
crudele ricordo.
- Ma a diciotto anni,
nell'incanto d'un meriggio
l'Amore
non si fece attendere.
Sui detriti del mio cuore,
ci costruii solida la gioia. -
"Con lui,
dimenticai
le mie pene infantile".
Ma adesso,
coricata
sotto il peso delle ore,
piango ancora
come la povera bambina
che nulla difende.
E penso allo splendore
della mia vita
che si spense
allora...
quando mio padre
se ne andò
e ora
con l'Amore,
che stanco
di questa vita,
lasciò che l'anima
gli fosse rapita.
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (2)
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Raggioluminoso31 ottobre 2010
Una poesia struggente, toccante e commovente che non lascia indifferente il lettore. L'amore è il vero valore, ma non solo della famiglia, esso è il senso di tutta la vita e il mio pensiero va a tutti coloro che hanno a soffrire per questo e che non trovano la forza di affrontare le situazioni. Grande espressività in questi versi che, nonostante il dolore espresso, evidenziano grande coraggio. Una lirica molto emozionante e coinvolgente. Apprezzatissima!
Danielinagranata31 ottobre 2010
Una poesia che mi ha profondamente colpito rivedo quella bambina sola che ha bisogno del suo papà e rivedo la donna privata dal suo amore grande è bellissima ti abbraccio


