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Dialettali 31 ottobre 2010 · lettura 1 min · 3844 letture

Bonanotte "a vussuria"

Lina Sirianni 658 poesie pubblicate
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Appicci na cannila ad'allustrare a trisca u gravunaru pungia u carvunaru tintu Muca casu 'ndra cascia e pane scumpagnatu cu nu bicchiere truscia 'u sciampagnune in chjazza E cordoggliu jazza ma u calabrise veru nun se mai dittu ca l'uocchj cangia pe ra cuda Bonanotte "a vussuria" Vinni carvune e nuce e ju accattu carvuned- dra d'alive m'addura l'arma e me scarfa ru core e nun s'alligna u malu pitignu Buonanotte a Vostra Signoria Accendi una candela per illustrare tresca il calabrone punge il carbonaio tinto Ammuffisce il buono nella cassa e pane asciutto con un bicchiere brinda facendo il gradasso in piazza Nevica il dolore ma il calabrese vero non s'è mai scritto abbia cambiato gli occhi per la coda Buonanotte "a Vostra Signoria" Tu vendi carbone di noce io compro carbonella d'olivo profuma l'anima e scalda il cuore e non accende cattivi pensieri
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Carvunaru o Gravunaru sono vocaboli che possono essere usati per indicare il calabrone mentre 'u carvunaru può essere anche il carbonaio... Dipende dal paese di origine.

L'autore
Lina Sirianni

ENERGIA MENTALE! Ti prende, ti cerca ti avvolge, ti plagia; sei costretta ad usarla, consumarla;decidendo e agendo con motivazione... "Vago incerta, infiltrata sulla via dei poeti a spargere improbabili sogni che l'energia mentale mi costringe a raccogliere..." "Che importa che vi dica chi sono,

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Commenti (6)

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Felice Di Giandomenico31 ottobre 2010

Lirica avvolgente che - sicuramente - il vernacolo rende ancora più bella. Un insieme di sensazioni vissute attraverso versi nei quali si stendono immagini e matafore veramente molto suggestive. Componimento apprezzato sia per lo stile che per il contenuto.

Silvia De Angelis31 ottobre 2010

Un meraviglioso vernacolo in una lirica particolarmente suggestiva, molto gradita e davvero piaciuta

Paolo Eroli31 ottobre 2010

un dialetto coinvolgente... con belle immagini e situazioni reali ! Bella!

C
Catello Apuzzo31 ottobre 2010

Dedica stupenda alla prorpria terra e ad un umile mestiere che in fondo riscalda i cuori dei calabresi E l'umiltà è alla base della prosperità di ogni popolo E' proprio quello che oggi manca mentre abbonda l'egocentrismo e una cultura orientata, sempre più proiettata verso un benessere maggiore a discapito di altri, anche a costo di...(qualunque cosa) Molto bella!

m
marcello plavier31 ottobre 2010

Dialetto, lingua o vernacolo questa lirica ha fatto risuonare la musicalità di quelle terre, piene di sole profumi e colori. Mi ha scaldato il cuore molto piaciuta

Angela2 novembre 2010

Versi molto suggestivi forse un po' difficili da comprendere nel loro più profondo significato per il lettore che non è addentrato nel contesto di quei luoghi. Ma si può benessimo apprezzare la grandezza di questa poesia anche non conoscendo i giochi di parole. Tra le righe si percepiscono la verità e la sincerità della gente semplice che ama il lavoro onesto. Si può intuire nei versi: "Il calabrese vero non s'è mai scritto abbia cambiato gli occhi per la coda" come anche una vita difficile non spaventi queste persone che danno sempre prova di coraggio fronteggiando le grandi difficoltà e imparando a destreggiarsi tra i segreti delle piccole cose che possono aiutare a vivere meglio (carbone o carbonella? un quesito da risolvere)