Nessuna nuova dal fronte
Azar Rudif
263 poesie pubblicate
+ Segui

Tra le nubi di Febo
o dai pulpiti dei saccenti,
giù tra gli ultimi viventi
o su tra pochi falsi eletti,
non vedo nuova storia
che tutto è rimasto all'antico,
a quel mondo ove un bipede
stanco del giorno e del sopravvivere
guardò il cielo e si addormentò.
Or si sveglia e
antichi cavalieri su cavalli meccanici,
ancor l'uomo uccide l'uomo
ove balla su sbronze animalesche,
sempre si copre di piacere il procrear
genti nuove d'usi simili ai padri.
Cade la pioggia
sempre dall'alto al basso
a bagnar pensieri d'egual logica
del rapace che uccide per vivere
mentre uomini assediano difese
nell'usual tentativo di sostituire
uomini con uomini
religioni con religioni
filosofie con filosofie.
Bevo il primo caffè
in bianca porcellana
e non è scura creta,
ma era tazza anche quella.
Cambiamo le forme, ma non le essenze.
Non è nei nostri poteri
dar concetti nuovi al mondo.
Siam solo dei falsari
e mangiam ciò che digeriamo.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Azar Rudif
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Raggioluminoso31 ottobre 2010
Una grande ispirazione in questa poesia che verseggia la verità di sempre. Pensieri che rattristano molto per l'impotenza di chi davvero vorrebbe far qualcosa, ma la storia non cambia, solo gli attori che seguono lo stesso copione. Una lirica che ho particolarmente apprezzato, complimeti a questo autore.
Lidia Filippi31 ottobre 2010
Molto bella! Atmosfera medioevale... Attuale Complimenti anche per la musica scelta, azzeccatissima


