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Impressioni 1 novembre 2010 · lettura 1 min · 1118 letture

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Orma Detruria 416 poesie pubblicate
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Che ne sarà dei grappoli ribelli sfuggiti alla scaltrezza delle mani lasciati solitari al battere dei venti appesi ai fili esili di viti arrugginite sconcertati che ne sarà dei mosti disciolti rubicondi nelle botti rallegreranno il sangue a inverni cupi e diacci ricordo le risate nelle sottane larghe e sandali di legno cortei di secchi e donne in vampe di colori gli uomini traballanti sui trattori odore maschio di miseria e cori
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Gesuino Curreli1 novembre 2010

Oh succo di vendemmia che regali, poeta di narrata cortesia, tu sai qual'é il colore e la malia dei toni bruni e dei sapori acerbi. E' pieno d'oro e ruggine il tuo canto, d'ocra e vermigli i timbri di vendemmia, di cieli chiari e di una vita indegna che oggi ci riduce a bottegai. Canti così i festosi andirivieni, lungo i filari prodighi e paterni, con chi li ebbe in cura negli inverni e poi li coccolò come creatura. Io leggo e tu mi bagni di poesia in un angolo ch'è speranza e sogno, e della fiaba tua sento il bisogno come dell'uva nera il vignaiolo. Come nel grande acuto di un assolo, ti seguo e afferro l'estasi più cara, che la mestizia fa più dolce e rara, in mezzo a tempi tristi e cose amare, lontani dal nostalgico piacere.