Di foglie si fece l'estate
Di foglie
si fece l'estate
in quel settembre
fresco di platano.
Il sole,
divaricato in spicchi,
frammentava l'aria.
Passi,
lenti nell'andare,
godevano del frinire
e del luccichio
dei marciapiedi.
Un cuore a mezz'asta,
acuta vedetta,
attendeva il ritorno.
Spiata era l'afa
e l'ombra
ad essa avvinghiata.
Io giacevo in un angolo
come angelo spoglio,
ignara della sorte
e del suo piano ancestrale.
Contammo le stelle,
una ad una
giocando con esse
come piccole perle.
Il cielo
sconfinò gli argini.
Il cuore,
da lì in poi,
non ebbe più scampo...
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Commenti (3)
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Aldo Bilato5 novembre 2010
l'età incalza... ma le tue liriche non perdono di spessore... è un bel canto d'amore... è una piacevolissima lettura!... cià*
Calogero Pettineo5 novembre 2010
espressione d'amore molto malinconica e quella mezz'asta che sa di amore finito che non è più recuperabile. molto apprezzata.
Midesa5 novembre 2010
pullula d'amore... di amore tenero... queste tue splendide parole... lette con la gioia nel cuore...


