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Dialettali 6 novembre 2010 · lettura 1 min · 3264 letture

Er cenacolo dei fregnacciari

Felice Di Giandomenico 350 poesie pubblicate
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Se fa la fila ar cenacolo de li fregnacciari, che se ne fregano che - se li scoprono - so cazzi amari... Nani e ballerine ancora alla ribarta... tra na fregnaccia e n'artra la verità è stravorta... Belli li tempi de li pubblici lupanari de se sesso e ore belle concessionari. Mo se sta n'mano ai fregnacciari che a suon de euri s'aggiudicano dei bei triangolari. Si facevano li rigattieri a Ponte Mammolo de sicuro nun se potevano permette n'certo stimolo... Regazzine co la bocca che sa ancora de latte, je offrono er didietro come navigate mignotte. E te rimani lì a domandatte: perché je devo pagà io tutte ste botte?... E giù a rosicà pieno de sdegno sentenno dentro ar core na specie de macigno... E na voce lemme lemme cerca de consolamme: lassà perde, nun je sta dietro sto cenacolo de fregnacciari prima o poi fa la fine der vetro: na punta je cadrà sur punto giusto e n'botto te tirerà fori da sto pensiero angusto...
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Da interpretare liberamente...

L'autore
Felice Di Giandomenico

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit

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Commenti (1)

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Silvia De Angelis6 novembre 2010

Un coloratissimo vernacolo che interpreta una forma di malcostume molto accentuata. Lirica gradita e molto apprezzata