L'impresa
Giorgio Lavino
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Gradualmente m'accosterò
al morso del tuo corpo
senza temere i tocchi sfrenati
delle mie pulsazioni
Il rischio di cremare nella brace
della divina luce della tua carne
sarà vinto dall'unguento di protezione
della perenne fermentazione
di possederti giorno e notte
che hanno acconsentito
a non avere inizio né fine
Sarò io il sole capace
di darti il vero immenso bagliore
Sarò io la luna che si calerà
nel tuo cielo per ficcarsi
in tutte le tue stelle
e trasportarle nell'orbita
del tormento che schiuma
la beatitudine del calore
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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