Buonanotte
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Sottovoce
da matto
intreccio dialoghi
con i compagni dei tanti viaggi
finiti sul marciapiede
d'una stazione affaccendata.
Sempre uguali
il fischio di un treno
e gli altoparlanti
mi parlano
inconsapevoli
delle pulci
che coltivo nei nodi delle chiome
del puzzo di miseria
che emanano i miei involucri
del letto di carta
che m'affila le ossa per l'inferno.
Sorriso da ebete
mentre divido un avanzo di niente
con gli scarafaggi di passaggio
e m'illudo d'aver la pancia piena
ché è ridotto il rumine
al volume minimo
presto soddisfatto.
Ora il freddo arriva
mi acciambello
così catturo il sorso di calore
che nelle vene s'attarda a congedarsi.
Faticherò
anche a cercare il sonno.
A domani...
finché un'alba nuova ci sarà.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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Gabry Salvatore13 novembre 2010
Stupendi versi, a ricordarci la piaga sociale della povertà, tema molto discusso. Aimè la nostra società accantona sempre di più questo grande problema. Opera di denuncia di grande sensibilità, molto bella!
Miriam Badiani4 settembre 2012
Mi ha commossa, mettendomi i brividi per la sua tristezza ed intensità. Una pennellata di realismo in versi di lettura immediata, dilanianti, dallo spessore intenso. Complimenti.


